Sacro Monte di Varese

I Sacri Monti Lombardi

La costruzione dei primi Sacri Monti ebbe inizio in Europa tra il XV e il XVI secolo. Con la caduta di Costantinopoli nelle mani degli ottomani (1453) si conclusa la stagione dei grandi pellegrinaggi verso la Terra Santa. Raggiungere Gerusalemme era diventato molto più difficile, costoso e pericoloso rispetto al passato e così la Chiesa introdusse le cosiddette “pratiche sostitutive”: pellegrinaggi verso santuari o città (Roma su tutte) che mantenessero vivo il senso della peregrinatio tra i fedeli e che evocassero i Luoghi Santi. Il frate francescano Bernardino Caimi da Milano fu il primo a concretizzare questa idea nella seconda metà del Quattrocento, diede vita alla costruzione di quello che sarebbe diventato il Sacro Monte di Varallo per riprodurre i luoghi più emblematici della Terra Santa a beneficio dei fedeli.
Nei decenni a seguire, i Sacri Monti diventarono luoghi in cui offrire ai fedeli un percorso di meditazione e preghiera: la basilica, posta solitamente alla sommità di una salita, diventa il punto d’arrivo di un percorso a tappe segnato da diverse cappelle o stazioni dedicate alla vita e alla passione di Gesù, alla vita della Madonna, ai misteri del Rosario, alla Trinità o alla vita di un santo.

Nel 2003, l’Unesco ha riconosciuto il valore storico e culturale di nove Sacri Monti dell’Italia settentrionale (Varallo, Crea, Orta, Varese, Oropa, Ossuccio, Ghiffa, Domodossola e Valperga), iscrivendoli nella Lista dei patrimoni dell’Umanità per “la riuscita integrazione tra architettura e belle arti, in un paesaggio di notevole bellezza, realizzati per ragioni religiose in un periodo critico della storia della Chiesa Cattolica”.

Sono Due i Sacri Monti che si possono visitare in Lombardia.

Sacro monte di Varese
“Pare che gli italiani non possano guardare un posto elevato senza desiderare di metterci qualcosa in cima, e poche volte l’hanno fatto più felicemente che al Sacro Monte di Varese”. Con queste parole, sul finire dell’Ottocento, lo scrittore inglese Samuel Butler descriveva la straordinaria vista del Monte Orona (detto anche Monte di Velate), sulle cui pendici si snoda tutt’ora la strada acciottolata lunga due chilometri che raggiunge il santuario del Sacro Monte. Circondate da boschi di faggi, castagni e noccioli, le 14 cappelle sono dedicate ai Misteri del rosario; divise in gruppi di cinque, separati tra loro da archi trionfali e da fontane per il ristoro dei pellegrini.

Il Santuario, punto d’arrivo del percorso, sorge sui resti di un santuario romanico del XI secolo, dove già allora affluivano pellegrini da Milano e dal Canton Ticino. La struttura venne successivamente ampliata nel 1472 e nello stesso periodo un gruppo di monache si ritirò presso un romitorio adiacente al santuario, dando così vita a un monastero. Fu proprio una delle religiose a concepire, all’inizio del XVII secolo, l’idea di un percorso che mettesse in comunicazione la pianura di Varese con il Santuario. Grazie al coinvolgimento di alcune nobili famiglie milanesi e alla raccolta fondi tra i fedeli, la costruzione delle cappelle prese il via nel 1604 per concludersi nel 1623. Mentre gli affreschi e le statue in terracotta dipinta che animano le scene dei vari Misteri vennero completate nel 1698.

Il turista o il pellegrino che giunge al termine della via Sacra dopo aver toccato le 14 cappelle arriva al  Santuario di Santa Maria, circondato da un borgo medioevale dove è possibile percorre le antiche vie coperte, visitare il museo Baroffio e la Casa Museo Pogliaghi (che comprende preziosi reperti archeologici egizi, etruschi e greco-romani), per arrivare infine al Santuario e al Monastero delle Romite Ambrosiane.
Per ulteriori informazioni: http://www.sacromontedivarese.it/
A questo link le informazioni sull’accessibilità del Sacro Monte di Varese.

Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso – Ossuccio (Co)
Affacciato sulla sponda occidentale del lago di Como, il Santuario della Beata Vergine del Soccorso, circondato da boschi e da piantagioni di ulivi, offre una splendida vista sul bacino del Lario e sull’isola comacina. Rappresenta il punto di arrivo della via Sacra del Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso, cui si arriva dopo aver percorso una strada in ciottoli lunga circa un chilometro (a tratti con salite impegnative) su cui si affacciano 14 cappelle dedicate ai misteri del Rosario.
Le cappelle a pianta centrale, vennero costruite tra il 1635 e il 1710, sono in stile barocco, impreziosite da 230 statue in stucco e terracotta, a grandezza naturale, realizzate da diversi artisti locali; i costumi riproducono fedelmente quelli della popolazione del tempo. La chiesa è stata costruita su un terreno impervio dove, con ogni probabilità, sorgeva un precedente edificio di culto: i lavori per la costruzione del Sacro Monte di Ossuccio si datano tradizionalmente al 1623, anno in cui risultavano già esistenti o in fase di allestimento i complessi monumentali di Varallo, Orta, Varese e Domodossola. La chiesa custodisce la statua della Beata Vergine del Soccorso, un’opera risalente verosimilmente all’inizio del XIV secolo e venerata come protettrice della Diocesi di Como. Per ulteriori informazioni: http://santuariosoccorso.blogspot.com/
A questo link le informazioni sull’accessibilità del Sacro Monte di Ossuccio.

 

"Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Lombardia con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico – Ripartizione 2015".

 

 

17/12/2018