Sabbioneta

Mantova e Sabbioneta

Due città distinte che, per l’Unesco  dal 2008 sono un unico Bene Patrimonio Mondiale, perché insieme rappresentano le due principali forme urbanistiche del Rinascimento: la città di nuova fondazione, basata sul concetto di città ideale (Sabbioneta) e la trasformazione di una città esistente (Mantova).
Mantova e Sabbioneta costituiscono infatti due tappe fondamentali degli interventi intrapresi dai Gonzaga all’interno dei loro domini tra il XIV e il XVIII secolo, alla ricerca della forma urbanistica che meglio rispecchiasse la grandezza della loro famiglia. Fu questa la ragione per cui si circondarono dei più importanti artisti dell’epoca: a Mantova Leon Battista Alberti e Andrea Mantegna, a Sabbioneta Vincenzo Scamozzi e Bernardino Campi. Per questo motivo entrambe le città hanno rappresentato un punto di riferimento per le successive esperienze di pianificazione urbanistica fino in età moderna.

MANTOVA
Mantova è da sempre una città legata all’acqua: alla fine del 1100 l’ingegnere Alberto Pitentino frammentò il corso del Mincio in quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore, Paiolo, quest’ultimo prosciugato a partire dal XVIII secolo. Grazie a questa complessa e poderosa pianificazione idraulica, il piccolo comune medievale smise di subire le piene del fiume Mincio e si trasformò in quella che secoli dopo, nel  1729, Montesquieu descriveva come “Una seconda Venezia”.  Passeggiare lungo le comode  e verdi sponde dei laghi della città è perciò una delle attività da non perdere per conoscere Mantova.

In centro, poi, non può mancare una visita al Palazzo Ducale in Piazza Sordello, (qui le informazioni sull’accessibilità) il palazzo rappresenta la sintesi della cultura artistica e architettonica che ha conosciuto il suo massimo splendore nel periodo tra il XV e XVII secolo, con artisti come Andrea Mantegna, Giulio Romano, Rubens e il Pisanello. All’interno del complesso di Palazzo Ducale si trova la Camera degli Sposi, celebre per il ciclo di affreschi che ricopre le sue pareti, capolavoro di Andrea Mantegna ed espressione delle conquiste del Rinascimento in materia di prospettiva.

Sempre in piazza Sordello si affaccia il Duomo di Mantova (qui le informazioni sull’accessibilità) dedicato a San Pietro Apostolo. Curiosa la sua doppia facciata: in origine, infatti, presentava una facciata gotica, ancora rimasta nella parte destra dell’edificio. Nel 1755 fu costruita la facciata attuale in stile barocco realizzata da Nicolò Baschiera e visibile sugli altri tre lati della chiesa. L'interno fu ristrutturato nel 1545 su progetto di Giulio Romano, che si ispirò all'austera Basilica di San Pietro a Roma. All’interno dell’altare maggiore sono custodite le spoglie di Sant’Anselmo, patrono della città e della diocesi, vissuto nell’XI secolo.

La più grande chiesa di Mantova è la  Basilica di Sant’Andrea (qui le informazioni sull’accessibilità)  una delle più celebri chiese del Rinascimento, progettata da Leon Battista Alberti su modello di un tempio etrusco-italico, sui resti di un antico monastero benedettino. Di quest’ultimo oggi sono riconoscibili soltanto il campanile e un’ala del chiostro. All’interno della Basilica si può ammirare la cappella funeraria di Andrea Mantegna: affrescata verso il 1507 dal giovane Correggio,  custodisce anche due lavori del Mantegna: il Battesimo di Cristo (1506) e la Sacra Famiglia e famiglia del Battista (1504-1506).

Dall’architettura religiosa a quella civile, uno dei gioielli di Mantova è il settecentesco Teatro Bibiena  (qui le informazioni sull’accessibilità).
Fu lo stesso Bibiena, dopo averlo progettato e averne diretto i lavori, ad affrescare personalmente gli interni dei numerosi palchetti del teatro, che a solo un mese dall’inaugurazione ebbe un “battesimo” di tutto rispetto: il 16 gennaio 1770 infatti, un giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart, giunto appena quattordicenne a Mantova durante la sua prima tournée italiana, tenne qui, insieme al padre Leopold, un memorabile concerto.
Tuttora il teatro viene utilizzato per ospitare rassegne musicali, concerti e convegni di alto livello.

Prima di lasciare Mantova, concedetevi anche una visita al Palazzo Te (qui le informazioni sull’accessibilità). Progettato da Giulio Romano per Federico II Gonzaga, figlio di Isabella D'Este e di Francesco II Gonzaga, edificato e decorato tra il 1525 e il 1535, era allora situato su un’isola che si chiamava Teieto. Da qui, il nome “Palazzo Te”, uno dei più straordinari esempi di villa rinascimentale fuori dalle mura cittadine. Il nucleo originario su cui si sviluppò il Palazzo sono le scuderie dei Gonzaga, realizzate nei primissimi anni del ‘500.
La sezione a pianterreno è interamente accessibile e ospita gli affreschi di Giulio Romano e le mostre temporanee. Tra le sale più note, la Sala dei Cavalli, ove sono ritratti a grandezza naturale i destrieri prediletti del principe; la Camera di Amore e Psiche, che ritrae numerosi episodi della storia del dio Amore e della sua amata principessa terrena, ispirati alla narrazione di Apuleio; la Camera dei Giganti, entro la quale lo spettatore viene coinvolto nella tragica rovina dei Giganti, crudelmente puniti per aver voluto scalare l'Olimpo e attentare al trono di Giove.
Nel giardino interno di Palazzo Te è possibile visitare il Giardino Segreto e l’Appartamento della Grotta, progettato come luogo privato di contemplazione e di riposo, ornato da dipinti e rilievi allusivi alla cultura e alle virtù del mondo classico.
Nel Palazzo sono presenti diversi ausili per facilitare la fruizione da parte di persone con disabilità visiva: vari bassorilievi, un plastico tridimensionale apribile della Camera dei Giganti e due mappe visuotattili, collocate all’ingresso che mostrano la pianta del museo e la collocazione storica e geografica di Palazzo Te nella città.

Mantova vista dall’acqua:
Per chi volesse ammirare le bellezze della città da una diversa prospettiva, dal centro città sono facilmente raggiungibili attracchi da cui partono le motonavi per la navigazione dei laghi di Mezzo e Inferiore, separati dal Lago Superiore da un dislivello artificiale di circa 3 m, progettato dal Pitentino. Compiere la navigazione dei laghi di Mantova permette di scoprire in prossimità della città paesaggi naturali stupendi, dove è notevole la presenza di varie specie di uccelli e di aironi in particolare. I percorsi possono consistere sia in brevi tragitti, lasciandosi alle spalle la città dei Gonzaga e scendendo per gli specchi lacustri fino alla Riserva Naturale Vallazza, sia in crociere fluviali di più ampio respiro, che proseguono il basso Mincio fino alle Conche di Governolo, dove le imbarcazioni si portano al livello del Po. Da qui è possibile raggiungere l'Adriatico.
Per informazioni www.turismo.mantova.it/index.php/approfondimenti/scheda/id/419


SABBIONETA
Sabbioneta fu costruita come nuova città nella seconda metà del XVI secolo, soppiantando un piccolo borgo medievale. Per Vespasiano Gonzaga doveva essere soprattutto una fortezza e divenne certamente tale, ma non solo: in brevissimo tempo si trasformò, oltre che  in una struttura difensiva all’avanguardia, anche in raffinato centro culturale e architettonico. La sua cinta muraria con pianta a forma di stella, la pianta a scacchiera delle vie e il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti  ne fecero uno dei migliori esempi di città ideale in Europa.

Qui si trova uno dei gioielli della storia del teatro europeo: il Teatro all’Antica (qui le informazioni sull’accessibilità) voluto nel 1587 da Vespasiano come teatro di corte, per il quale chiamò Vincenzo Scamozzi. È il primo teatro stabile dell’epoca moderna realizzato in Italia con fabbrica originale e non come adattamento di sale o interni di palazzi preesistenti. L'interno presenta gradinate in legno e una loggia semicircolare sormontata da statue di divinità. Al centro, nel luogo in cui sedeva Vespasiano, l'imperatore romano Tito Flavio Vespasiano sembra porgergli la corona di lauro per consacrarlo novello imperatore della "nuova Roma", appellativo attribuito a Sabbioneta nel Cinquecento.

Dopo la morte di Vespasiano il teatro subì svariati utilizzi che inevitabilmente snaturarono la struttura originaria: a partire dalla fine del Settecento fu trasformato dapprima in caserma e poi in magazzino e nel ventennio fascista fu addirittura trasformato in cinematografo. Solo negli anni Cinquanta del Novecento fu rifatta la gradinata in legno, il palco sopraelevato e fu risistemato il pavimento. Negli anni Ottanta furono restaurati i dipinti e gli stucchi mentre nel 1996 fu montata l'attuale scena fissa ad imitazione di quella originale. Attualmente il teatro è utilizzato per concerti di musica antica e per convegni.

A 200 mt circa dal teatro, in piazza Castello, si trova Palazzo Giardino, costruito come residenza privata del principe, al cui interno spicca la Galleria degli Antichi, lunga 96 metri (corrispondente al lungo porticato sulla piazza) e illuminata da ampie finestre, con un soffitto in legno decorato e pareti affrescate. Qui si trova anche l’Ufficio del Turismo dove è possibile reperire i biglietti gratuiti per la visita del Teatro all’Antica.

L’edificio più antico della città è il Palazzo Ducale, il primo passo del programma architettonico di Vespasiano Gonzaga nella sua città ideale. Fu la dimora della famiglia regnante e il fulcro dell'organizzazione politica, amministrativa e cortigiana del ducato. Il piano terreno è preceduto da un bel porticato rivestito di marmo. Al suo interno si possono ammirare le decorazioni alle pareti opera di Bernardino Campi e i soffitti in legno dorati.

Poco distante da Palazzo Ducale si trova la Chiesa dell'Incoronata (qui le informazioni sull’accessibilità) con la sua originale pianta ottagonale ispirata a modelli lombardi del XV secolo di matrice bramantesca. La Chiesa fu costruita come tempio privato tra il 1586 e 1588 nel luogo dove in precedenza sorgeva la chiesa di S. Nicolò, demolita per volere di Vespasiano.

Al suo interno si trova il mausoleo di Vespasiano, realizzato nel 1592 da Giovan Battista della Porta in marmi policromi. Nel suo testamento, Vespasiano aveva esplicitamente chiesto di essere sepolto qui.

Prima di partire:
Per chi volesse utilizzare i mezzi pubblici, Mantova è raggiungibile in treno.
Le informazioni sull’accessibilità della stazione ferroviaria sono consultabili a questo link
La stazione è dotata di servizio di assistenza per passeggeri a mobilità ridotta; per informazioni su come prenotare il servizio clicca qui
Sabbioneta è collegata a Mantova dai bus della società APAM. Per informazioni su linee e orari
Per informazioni sull’accessibilità del servizio per persone a mobilità ridotta: https://www.apam.it/it/disabili

 

"Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Lombardia con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico – Ripartizione 2015".

Mantova e Sabbioneta

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07/09/2018