Cinta muraria Bergamo

Bergamo città Alta e cinta muraria di Bergamo

Nelle giornate ventose, dalla sommità delle mura venete di Bergamo, la vista può spaziare fino alle vette delle Alpi Orobie e persino fino a Milano. Sotto ai nostri piedi, si stende la “città bassa”. Davanti a questo panorama si capisce chiaramente perché lo scrittore francese Stendhal ha definito Bergamo “il luogo più bello della terra”. Volgendo poi lo sguardo verso la città ecco apparire palazzi, torri e cupole dentro un unico abbraccio. Quello delle possenti mura costruite a partire dal 1561 quando Bergamo era controllata dalla Repubblica di Venezia.

Nel 2017 l’Unesco ha riconosciuto le “Opere di difesa veneziane tra il XVI e il XVII secolo” come Patrimonio dell’Umanità. Non si tratta di un’unica struttura, ma di ben sei opere difensive differenti costruite dalla Serenissima in Italia, Croazia e Montenegro per difendere i confini della Repubblica di Venezia, i sui porti e -soprattutto- i suoi commerci.

La Repubblica di Venezia prese il controllo della città nel 1428 e diede inizio a imponenti lavori per ampliare il sistema difensivo della città per respingere -di volta in volta- le mire di Milano, dei francesi e degli spagnoli. La costruzione delle possenti mura che possiamo ammirare ancora oggi ebbe inizio nel 1561 e ultimate nel 1588. Vennero mobilitate grandi quantità di operai, architetti e soldati… per proteggere i lavori. Bisognava infatti demolire una grande quantità di edifici (si calcola circa 250) tra abitazioni, cascine, laboratori e otto edifici di culto. Una decisione che portò il clero locale a lanciare otto scomuniche al conte Sforza Pallavicino, direttore dei lavori, che dovette penare non poco per vedersele revocare negli anni successivi.

Per nostra fortuna, le fortificazioni veneziane, non ebbero mai occasione di mostrare la loro potenza: nel 1797 i francesi entrarono in città senza esplodere nemmeno un colpo d’artiglieria a causa del disfacimento della Repubblica di Venezia.

Oggi è possibile percorrere l’intero perimetro delle mura (circa 6 chilometri) a piedi, un itinerario che permette di ammirare baluardi, garitte, polveriere, cannoniere e quattro imponenti porte: San Giacomo e San Lorenzo (conosciuta anche come Porta Garibaldi), Sant’Alessandro e Sant’Agostino.

Partendo da quest’ultima e procedendo verso sinistra lungo viale delle Mura si arriva al baluardo di San Michele dove si trova l’ingresso della Cannoniera di San Michele. Proseguendo superate lo Spalto delle Cento Piane per arrivare all’affaccio sulla Città Bassa e la pianura. Nelle giornate terse è possibile spingere lo sguardo fino alle prealpi bresciane. Si arriva poi alla Porta San Giacomo, indubbiamente la più spettacolare delle quattro, dove è possibile fermarsi per una visita a Palazzo Medolago Albani. Proseguendo, si arriva allo Spalto di Santa Grata: il punto migliore per godersi il tramonto. Sulla sinistra si trovano il Baluardo di San Giovanni e l’ingresso della Cannoniera di San Giovanni (qui le informazioni sull’accessibilità – scheda da caricare).

Si giunge quindi a Colle Aperto, nei pressi della Porta di Sant’Alessandro: da qui è possibile raggiungere piazza Cittadella e quindi il cuore della Città Alta. Prendetevi una pausa e addentratevi per le stradine del centro per visitare il Civico Museo Archeologico dove, tra asce di pietra, spade di ferro, ornamenti in bronzo dei celti e croci d’oro longobarde, è possibile scoprire la storia dei tanti popoli che hanno abitato Bergamo e la sua provincia nel corso dei secoli.
A questo link è possibile trovare le informazioni sull’accessibilità

Proseguite quindi lungo corso Colleoni fino a raggiungere la chiesa di Sant’Agata nel Carmine dove è possibile ammirare un pregiato altare barocco, opera del famoso architetto Filippo Juavara (mettere link alla scheda dell’accessibilità).

Torniamo a questo punto sulle mura per proseguire il nostro itinerario verso Porta Sant’Alessandro, ribattezzata Porta Garibaldi nel 1907 per commemorare l’ingresso in città dei “Cacciatori delle Alpi” avvenuto l’8 giugno 1859 durante la Seconda Guerra d’Indipendenza. A conclusione dell’itinerario, ritornando a Porta Sant’Agostino, è possibile visitare la Cannoniera di San Michele (qui le informazioni sull’accessibilità – scheda da caricare). Il momento migliore per andare alla scoperta delle mura veneziane è sicuramente il fine settimana, quando l’intero perimetro delle mura viene chiuso al traffico.

10/07/2018