Monte San Giorgio

Monte San Giorgio

A prima vista, il monte San Giorgio (situato a cavallo tra il Canton Ticino e la provincia di Varese) è una vetta simile a molte altre a ridosso delle Alpi: ricoperto da fitti boschi di rovere e castagni, alto poco più di mille metri. Ma è nel sottosuolo che si nasconde il vero tesoro di questo monte che l’Unesco ha iscritto tra i Patrimoni dell’Umanità in virtù della sua particolarità ed eccezionalità. Rappresenta la miglior testimonianza della storia geo-paleontologica in ambiente marino risalente a 274-235 milioni di anni fa che, attraverso le migliaia di fossili rinvenuti negli ultimi due secoli, ha permesso di studiare in dettagli l’evoluzione di molti gruppi di organismi marini.

Per comprendere l’eccezionalità di questo sito, occorre però fare un balzo all’indietro nel tempo e tornare al Triassico Medio (247-235 milioni di anni fa) quando il monte San Giorgio non esisteva ancora. Al suo posto c’era il fondale di un mare poco profondo, caratterizzato dalla presenza di isolotti e banchi di sabbia, che separavano la costa dal mare aperto, dando così vita a una vera e propria laguna. Il monte così come lo conosciamo oggi si è formato circa 95 milioni di anni fa, quando –a seguito dei movimenti della crosta terrestre- la placca africana ha iniziato a spostarsi verso Nord, entrando così in collisione con quella eurasiatica. Sono nate così le Alpi e l’antico fondale sottomarino è stato così spinto verso l’alto trascinando con sé uno straordinario patrimonio che possiamo ammirare ancora oggi. Una delle peculiarità del monte San Giorgio sta nel fatto che, a differenza degli altri giacimenti fossili situati in altre parti del mondo (che solitamente presentano un giacimento riferibile ad un’unica era geologica), si sviluppa su almeno cinque livelli diversi. Una peculiarità che permette agli archeologi di analizzare lo sviluppo evolutivo di diverse specie sull’arco di diversi milioni di anni. In quasi due secoli di scavi, sono stati estratti fino ad ora oltre 20mila fossili tra rettili (25 specie), pesci (oltre 50), un centinaio di specie di invertebrati e varie specie di vegetali, in particolare conifere.

Per iniziare il nostro viaggio alla scoperta di questo mondo affascinante, il punto di partenza ideale è il Museo civico dei fossili di Besano (VA) dove sono esposti i più importanti reperti rinvenuti nella Formazione di Besano, uno dei principali livelli fossiliferi del Monte San Giorgio. Nelle cinque sale del museo, sono esposti numerosi invertebrati, piante e pesci; oltre ai calchi originali di molti rettili marini tra cui il celebre “Besanosaurus”, un ittiosauro lungo circa sei metri. Una sala, infine, è dedicata al “Saltiosauro” i cui resti risalgono all’unico grande dinosauro carnivoro finora scoperto in Italia.
Per informazioni sul museo consulta questo link

Il vero viaggio alla scoperta dei fossili del Monte San Giorgio inizia però da Melide, cittadina svizzera del Canton Ticino. Da qui infatti pare il sentiero geo-paleontologico che permette a grandi e piccini di andare alla scoperta di un mondo perduto. Anche a Melide è possibile visitare il locale museo dei fossili (qui il link). Il sentiero è lungo circa 13 chilometri e per completarlo tutto servono almeno quattro ore di camminata. Dopo aver lasciato Melide si attraversano le frazioni di Fontana, Spinirolo e Crocefisso per arrivare così a Serpiano. Raggiungete la funivia e da qui seguite la strada in salita che porta verso l’Alpe di Brusino (673 metri su livello del mare), dove è possibile sostare in uno storico grotto. Il cammino poi prosegue verso Gaggio (771 mt). Da qui bisogna deviare verso Pozzo (812 mt) per poi scendere fino ad Albertina e chiudere l’itinerario a Meride. Una serie di pannelli e tavole esplicative sparsi lungo il percorso illustreranno nel dettaglio la storia del Monte San Giorgio e dei suoi reperti fossili.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del sentiero
A questo link le informazioni sull’accessibilità

 

"Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Lombardia con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico – Ripartizione 2015".

 

17/12/2018