La riforma della disabilità (D.lgs. 62/2024) segna un cambiamento radicale allineandosi ai principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. L’obiettivo primario è quello di superare l’approccio medico-legale per adottare il modello bio-psico-sociale che tenga conto delle dimensioni ambientali, psicologiche e sociali della persona, evitando termini obsoleti o discriminatori.
Le principali novità della riforma riguardano:
- la semplificazione delle procedure e della documentazione, con l’introduzione di un unico certificato di disabilità;
- il riconoscimento del progetto di vita personalizzato e partecipato come diritto esigibile, finalizzato a garantire inclusione, autonomia e qualità della vita.
Inviando il nuovo certificato medico introduttivo all’INPS, unico ente responsabile del procedimento, viene richiesta la valutazione di base, il cui esito sarà un unico certificato di disabilità.
Questa nuova modalità è attualmente in vigore in via sperimentale in Lombardia a Brescia, Bergamo, Como, Mantova, Milano, Pavia e Sondrio e in 53 province in altre Regioni.
Se non si risiede in una di queste province si deve seguire l’iter tradizionale che prevede che alla trasmissione del certificato medico introduttivo debba seguire, entro 90 giorni, l’invio della domanda amministrativa.
Per richiedere l'accertamento della disabilità è necessario avere la residenza in Italia o possedere un permesso di soggiorno da almeno un anno.
La nuova modalità sarà operativa in tutti i Comuni italiani entro il 1° gennaio 2027.
Per avviare l’iter, la persona con disabilità (il genitore in caso di minori o il tutore o l’amministratore di sostegno) deve richiedere il Certificato Medico Introduttivo (CMI).
Per richiedere il CMI ci si può rivolgere ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, agli specialisti ambulatoriali del Servizio sanitario nazionale, ai medici in pensione iscritti all’albo, ai liberi professionisti e ai medici in servizio presso le strutture private accreditate (che dovranno aver svolto una specifica formazione per poter accedere alla piattaforma dell’INPS per l’invio del CMI).
Il CMI viene trasmesso all’INPS direttamente dal medico che lo ha redatto e costituisce la richiesta di valutazione di base (visita presso la Commissione INPS).
A differenza di quanto avveniva in precedenza, non occorre trasmettere ulteriori domande. In automatico la domanda sarà valida per invalidità e handicap (L.104/92). Il medico inserirà inoltre, qualora vi siano le condizioni per farlo, la richiesta di valutazione per cecità, sordità o sordocecità, collocamento mirato o inclusione scolastica a seconda dell’età e delle necessità del paziente.
Con l’invio del CMI si conclude la richiesta di accertamento, non è necessario fare altro. Nel caso in cui dopo l’invio del CMI si entrasse in possesso di nuova certificazione medica (rilasciata da una struttura pubblica o privata accreditata), è possibile aggiungerla alla precedente, fino a 7 giorni prima della valutazione di base, attraverso il servizio Allegazione documentazione sanitaria disponibile sul portale INPS o tramite associazioni di categoria e enti di patronato.
Qualora per tale scopo fosse necessario recarsi presso un’associazione di categoria o un ente di patronato si segnala che contestualmente è possibile trasmettere all’INPS anche i propri dati socio-economici per l'erogazione dell'eventuale prestazione economica riconosciuta.
Negli altri casi consigliamo di attendere il certificato di disabilità e di procedere solo se vengono riconosciuti benefici economici. Sarà possibile farlo, come sempre, tramite associazioni di categoria e enti di patronato o accedendo al servizio Dati socio economici prestazioni di disabilità disponibile nel portale INPS.
La valutazione di base viene svolta dall’Unità di Valutazione di Base INPS (UVB) e si tratta di un “procedimento volto ad accertare, attraverso l’utilizzo delle classificazioni ICD6 e ICF7 e dei correlati strumenti tecnici operativi di valutazione, la condizione di disabilità ai fini dell’accesso al sostegno, lieve o medio, o al sostegno intensivo, elevato o molto elevato”.
L’UVB è composta da 4 membri per tutte le tipologie di disabilità:
- due medici nominati dall’INPS, di cui uno specializzato in medicina legale che riveste il ruolo di presidente
- un rappresentante medico delle associazioni ANMIC, ANFFAS, ENS e UICI che intervengono in relazione alle singole e specifiche condizioni di disabilità
- una figura professionale appartenente alle aree psicologiche e sociali.
In occasione della visita è somministrato il questionario WHODAS 2.0 a 36 domande.
Il WHODAS, elaborato dall’OMS, è un questionario di 36 domande in grado di misurare l'impatto della disabilità sulla vita quotidiana delle persone. Esplorando diversi aspetti come mobilità, cura di sé, attività della vita quotidiana, partecipazione e attività cognitive, il WHODAS diviene parte integrante della Valutazione di base.
Qualora il medico richiedesse una valutazione agli atti sulla base della documentazione trasmessa, senza quindi una valutazione di persona presso l’UVB, sarà il medico stesso a dover somministrare il WHODAS.
La valutazione di base produrrà un unico certificato che, in base all’età e al tipo di disabilità, attesterà tutte le condizioni rilevabili.
Il nuovo formato del certificato di disabilità comprenderà e sostituirà tutto quello che in precedenza veniva accertato dai diversi verbali (invalidità, cecità, sordità, sordocecità, handicap -legge 104/92, residue capacità lavorative - legge 68/99, alunno con disabilità).
Il certificato, introducendo una valutazione basata sul contesto di vita, riporterà l’eventuale necessità di sostegno distinguendo tra:
- livello lieve o medio (ex art 3 comma 1 L.104/92)
- livello elevato o molto elevato (ex art 3 comma 3 L.104/92), corrispondente alla necessità di sostegno intensivo
Il procedimento deve concludersi entro 90 giorni dal ricevimento del CMI. Nel caso di richiesta di integrazione documentale, il termine è sospeso per 60 giorni (prorogabili per altri 60 giorni). Per le patologie oncologiche, l’intero iter deve concludersi entro 15 giorni, nel caso di minori entro 30 giorni.
Se viene riconosciuta una condizione che dà diritto a prestazioni economiche devono essere comunicati a INPS i dati socioeconomici.
Lo si può fare tramite Patronato, o in autonomia accedendo con lo spid sul portale INPS (Dati socio economici prestazioni di disabilità), subito dopo l’invio del CMI.
Il certificato di disabilità e il CMI, saranno caricati nel fascicolo sanitario elettronico.
Il nuovo certificato di disabilità diventa propedeutico all’eventuale stesura di un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, che ha il fine di migliorare la qualità della vita della persona con disabilità e di promuovere la piena inclusione e integrazione sociale.
Nel caso in cui venga rilevata la necessità di un sostegno “intensivo”, di livello elevato o molto elevato la Commissione INPS (UVB), se la persona con disabilità fosse interessata, può inoltrare direttamente all’Ambito Territoriale Sociale di residenza la richiesta del progetto di vita.
Il progetto di vita sarà redatto dall’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), la quale rileva i bisogni di sostegno della persona tenendo conto dei suoi desideri, preferenze e aspettative per definire gli interventi da inserire nel progetto da attivare.
L’UVM è composta dalla persona con disabilità (o chi la rappresenta) e da un team multidisciplinare che include professionisti sanitari, assistenti sociali e figure rappresentative (educatori e operatori dei servizi territoriali, referenti dell'istituzione scolastica o dell'inserimento lavorativo).
Anche la persona in possesso di un verbale di accertamento dell’handicap (L.104/92) che riporta la gravità (art. 3, comma 3, L.104/92), rilasciato con la precedente modalità, può richiedere la redazione di un progetto di vita, rivolgendosi al suo Comune (o all’Ambito), ai Punti Unici d’Accesso (PUA) delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) oppure a un Centro per la Vita Indipendente (CVI).